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Depurazione: Sardegna fuori dalla maxi multa Ue

Sardegna fuori dalla maxi multa Ue  per il mancxato trattamento delle acque reflue grazie agli interventi di Abbanoa 

Gli investimenti realizzati da Abbanoa sul fronte della depurazione premiano la Sardegna, che esce dalla procedura di infrazione Europea del 2004. La Corte di giustizia Ue oggi ha imposto all'Italia una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma di oltre 100 agglomerati sprovvisti di reti fognarie o sistemi di trattamento delle acque reflue. Facevano parte di questa procedura di infrazione i centri di Nuoro e Dorgali ma gli interventi eseguiti da Abbanoa hanno consentito alla Sardegna di uscire dalla procedura.

"Un risultato di notevole importanza che evidenzia ancora una volta il ruolo decisivo svolto da Abbanoa, riconosciuto ogni anno anche dalle bandiere blu assegnate alla nostra Isola: la tutela delle coste sarde passa anche per la depurazione, garantita dai 350 impianti gestiti da Abbanoa. Grazie all'azione incisiva svolta da Abbanoa sull'impegno dei fondi per la depurazione, la Sardegna è uscita dalla procedura d'infrazione avviata nel 2004, con un'altra buona notizia: abbiamo messo in cantiere tutti, dico tutti, gli interventi che ci consentiranno di risolvere le criticità ancora in essere, mettendoci al riparo da altre procedure d'infrazione", spiega l'Amministratore Unico di Abbanoa Alessandro Ramazzotti.

"L'attività di Abbanoa sul fronte della depurazione si contraddistingue per capacità di trattamento delle acque depurate, con 150 milioni di metri cubi di reflui trattati ogni anno, analisi quotidiane e controlli su tutta la filiera della depurazione - spiega il Direttore generale Sandro Murtas – Abbanoa è stata tra i primi Gestori in Italia a investire, con procedure straordinarie, tutti i fondi della delibera Cipe 60/2012 destinati ad opere strategiche nel settore fognario depurativo e nei prossimi tre anni investirà nel settore oltre 200 milioni di euro. L'inserimento di nuove tecnologie a supporto dei  processi di trattamento, con lo scopo del contenimento energetico e dei costi gestionali, rientra nella strategia di modernizzazione su tutti gli impianti sardi".

Il depuratore di Nuoro. A Nuoro Abbanoa aveva ereditato un vecchio appalto da parte del consorzio del Govossai, non andato in porto per le difficoltà dell'impresa che aveva vinto la gara e successivamente era fallita: una vicenda che rischiava di compromettere l'intervento. La Società ha ripreso in mano il progetto e appaltato le opere di completamento eliminando così una delle principali fonti  d'inquinamento del fiume Cedrino, dove finivano appunto i reflui non trattati. Oggi il depuratore di Su Tuvu, oltre a non essere più sotto infrazione da anni è ai primi posti nella classifica redatta annualmente da "Ecosistema urbano", realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. 

Il depuratore di Dorgali. L'impianto di Dorgali è stato ereditato dal Comune e preso in carico con notevoli criticità. Con attività progressive di manutenzione e gestione Abbanoa ha reso l'impianto conforme superando la procedura di infrazione. Nonostante la criticità sia acqua passata, sono in corso attività per migliorare ulteriormente l'impianto anche attraverso un aggiornamento tecnologico.

La maxi multa Ue. I giudici hanno stabilito che l'Italia dovrà versare nel bilancio dell'Ue una somma forfettaria di 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nell'applicazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza del 2012.