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27/12/2017 Acquedotto Oristano: si va verso la gara

Acquedotto Oristano: si va verso la gara 

Conclusa la conferenza dei servizi del progetto di riqualificazione dell'acquedotto di Oristano. Si tratta di un passaggio fondamentale poiché teso a raccogliere pareri obbligatori da parte di tutti gli enti interessati, tra cui i Comuni attraversati dal tracciato (Santu Lussurgiu, Bonarcado, Milis, Siamaggiore e Tramatza); il Servizio territoriale Opere idrauliche di Oristano; l'Ufficio Tutela del paesaggio; Soprintendenza; Corpo Forestale; Anas; Provincia di Oristano; E-Distribuzione; Telecom e Consorzio di Bonifica dell'Oristanese. Abbanoa ha già trasmesso ad Egas il verbale di validazione del progetto ed è ora in attesa dell'approvazione, sempre da parte di Egas, per indire la gara lavori.

I vantaggi della maxi opera. Quindici chilometri di nuove condotte grazie a un investimento di 5 milioni di euro: per l'acquedotto di Oristano è pronto un nuovo maxi investimento che porterà alla sostituzione integrale di un ulteriore tratto. I 15 chilometri si aggiungono infatti ai 4 sostituiti all'inizio dell'anno.

Il vecchio acquedotto era stato realizzato nel '71 in cemento amianto e ormai da anni mostra tutta la sua inadeguatezza e vetustà. Non si contano più gli interventi di riparazione che le squadre di Abbanoa hanno effettuato per garantire il servizio: il  tasso di dispersione è tra il 35 e 40 per cento. Le nuove condotte saranno realizzate in ghisa sferoidale, materiale più resistente che garantisce una migliore tenuta.

L'acquedotto è alimentato dalle sorgenti di Bua Nou e Santu Miali  e garantisce l'approvvigionamento idrico di Oristano, Siamaggiore, Solarussa, Tramatza, Bauladu e Bonarcado. La realizzazione del nuovo acquedotto garantirà l'approvvigionamento dalle sorgenti, ma per l'Oristanese si sta portando avanti la realizzazione di un sistema integrato che farà perno sul nuovo potabilizzatore di Silì: un'opera fondamentale già appaltata da Abbanoa con un investimento di 9 milioni di euro. Nei periodi di scarsità di risorsa o eccessiva torbidità delle acque provenienti dalle sorgenti, l'impianto potrà essere alimentato dalla diga Cantoniera sul fiume Tirso. La città di Oristano registra da tempo una forte criticità: i pozzi locali registrano livelli crescenti soprattutto di cloruri e di conseguenza l'acqua è sempre più salmastra. Per questo motivo è necessario miscelare la risorsa prelevata con acqua di qualità che sarà garantita dal potabilizzatore di Silì che a sua volta potrà utilizzare acqua di sorgente o, in base alle necessità, dell'invaso sul Tirso.

I fondi a disposizione per l'acquedotto di Oristano sono stati stanziati dalla Regione tramite il Mutuo destinato alle infrastrutture.