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#RETINTELLIGENTI

 

La riduzione delle perdite nelle reti idriche rappresenta una battaglia epocale, è la sfida che tutti coloro che operano nel servizio idrico, oggi, sono chiamati ad affrontare. A partire da un principio: non è sufficiente investire nella eliminazione delle perdite, serve un cambio di mentalità, un nuovo metodo che incida in maniera sistemica sul problema con evidenti riflessi sull'eliminazione dello spreco di acqua, sulla salvaguardia dell'ambiente, sull'abbattimento dei costi, sulla continuità del servizio. Abbanoa, rispetto al passato, ha invertito il paradigma elaborando un modello che procedendo per step  - analisi, diagnosi e prognosi della rete –  oggi è in grado di aggredire il problema. Dopo Oliena, l'esito delle attività svolte nel comune di Orosei e poi in quello di Dorgali è il medesimo: le perdite idriche sono state dimezzate.

 

  1. Abbattere le perdite idriche, una sfida epocale

L'Italia è attraversata da 425 mila km di rete, inclusi gli allacciamenti si arriva a 500 mila km, il  60% delle rete nazionale è stato posato oltre 30 anni fa e il 25% supera anche i 50 anni. Ma il tasso nazionale di rinnovo è pari a 3,8 metri di condotte per ogni km di rete: significa che a questo ritmo occorrerebbero oltre 250 anni per sostituire l'intera rete. Il fabbisogno totale di investimenti è stimato in circa 5 miliardi all'anno per adeguare e mantenere la rete idrica nazionale; attualmente ci si attesta circa 32-34 euro per abitante all'anno; la media europea è invece di circa 100 euro (in Danimarca si arriva a 129 euro).

La rete nazionale ha una percentuale media di perdita pari al 39%, il che significa che si perdono nei tubi 39 litri d'acqua ogni 100 litri immessi, a conferma dello stato di ammaloramento in cui versa l'infrastruttura idrica italiana. Avere maggiori o minori perdite di rete vuol dire prelevare dall'ambiente maggiori o minori quantità di acqua e accrescere o diminuire i costi esterni legati a questo prelievo.

In Sardegna, oltre la metà dei quantitativi idrici immessi nelle reti di distribuzione si disperde. La percentuale di perdite in rete si attesta su una media del 55%. L'elevato indice di dispersione regionale è riconducibile ad una serie di fattori concomitanti: si va dalla presenza capillare di condotte ormai vetuste, posate da oltre cinquant'anni e che hanno abbondantemente ultimato il loro ciclo di vita, alla presenza ancora diffusa di tubazioni di allaccio realizzate con materiali non più idonei. Altre cause di dispersioni sono date dalle urbanizzazioni incontrollate, soprattutto nelle aree costiere, che hanno progressivamente imposto la realizzazione di impianti di sollevamento idrici all'interno della rete, esponendo quest'ultima a repentini – e dannosi - transitori di pressione durante i cicli di accensione e spegnimento. I più acerrimi nemici delle tubazioni, ad ogni modo, restano sempre le pressioni di esercizio in eccesso, la presenza dell'aria all'interno delle tubazioni e i processi di corrosione.

 

  1. AS IS (soluzioni tradizionali)   TO BE (gestione attiva delle reti)

Le soluzioni tradizionalmente utilizzate per arginare il fenomeno delle perdite idriche sono sostanzialmente di due tipi. Il primo consiste nella riparazione del guasto, che nella gran parte dei casi avviene inserendo una fascia o un collare metallico in corrispondenza del punto di rottura della condotta; questo genere di intervento, purtroppo, in presenza di alte pressioni si rivela un palliativo in quanto la tubazione interessata è destinata a rompersi nuovamente a monte o a valle del "rattoppo". La seconda tipologia consiste nella sostituzione massiva di tubazioni e allacciamenti d'utenza; in tal caso si va incontro a costi elevatissimi non solo monetari, ma anche sociali a causa dell'invasività dei lavori i quali richiedono scavi, continui blocchi del traffico e cantieri di lunga durata.

La strategia di Abbanoa prevede un cambiamento radicale del tradizionale – e il più delle volte inefficace- paradigma di intervento sulle reti: non si può pensare di sostituire sistematicamente tutte le tubazioni con risorse infinite; si deve piuttosto concentrare gli sforzi per rendere intelligenti le reti esistenti agendo sulle cause che generano le dispersioni, e per far questo occorre mettere in atto semplici pratiche di regolazione/gestione che unite a tecnologia e strumenti evoluti, portano a importanti risultati sul fronte della lotta alle perdite idriche. Non più sostituzioni di interi tratti di rete ma studio della rete (analisi, prognosi, diagnosi), installazione di dispositivi specifici e interventi mirati.

 

  1. La gestione del servizio idrico in Sardegna

La Sardegna è composta da 377 Comuni (di cui 352 gestiti da Abbanoa tra soci e non soci) la maggior parte dei quali con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, separati da un dislivello di mille metri. Con i suoi 1,650 milioni di residenti su una superficie di 24mila chilometri quadrati è la seconda isola italiana per estensione ma presenta una densità abitativa tra le più basse del territorio nazionale (68 abitanti/kmq). Una distribuzione territoriale delle utenze che richiede una dotazione infrastrutturale importante in termini di condutture e impianti. Guardando alle reti il sistema idrico della Sardegna conta su  12 mila chilometri di rete acquedottistica (4.300 di adduzione e 7.700 di distribuzione) e 6 mila chilometri di rete fognaria. Guardando alle infrastrutture Abbanoa gestisce 45 impianti di potabilizzazione, 910 impianti di sollevamento fognario, 338 impianti di depurazione. Sul fronte delle utenze fanno capo al Gestore unico 645 mila utenze domestiche, 62 mila utenze produttive (di cui 1.400 agricole), 13 mila utenze comunali o di pubblico interesse.

A queste complessità ambientali e infrastrutturali si aggiunge la scarsa disponibilità di risorsa in ragione della latitudine, del clima mediterraneo e delle ridotte precipitazioni, che costringe a far ricorso a bacini artificiali di accumulo della risorsa da cui proviene il 75% dell'acqua distribuita. L'85% dell'acqua deve essere potabilizzata prima di poter essere immessa in rete, con ingenti costi per gli agenti chimici e l'energia utilizzata per i pompaggi. Peraltro la risorsa idrica è in buona parte detenuta da soggetti diversi dal gestore unico.

 FONTI

NEL RESTO DELLA PENISOLA

SARDEGNA

Sorgente

37,0%

10%

Pozzo

47,9%

10,4%

Corso d'acqua

4,7%

0,6%

Lago naturale

0,8%

0,0%

Bacino artificiale

9,6%

75%

Acque marine o salmastre

0,1%

0,0%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Dimensione del problema e benefici attesi

La presenza di perdite idriche comporta problemi di tipo ambientale (spreco della risorsa), finanziario (acqua non fatturata e quindi danni economici per il gestore), energetico (aumento dei consumi di energia per le attività di pompaggio), viabilistico (apertura di cantieri temporanei per il risanamento) e sociale (possibili danni a cose e persone).

In Sardegna questa problematica si palesa maggiormente, in termini di costi e di disagi per la popolazione, nei grandi centri urbani e nelle località a forte vocazione turistica. In generale l'incidenza dell'acqua dispersa comporta pesanti ricadute negative non solo sul fronte economico, ma anche ambientale e sociale.

Ogni anno Abbanoa immette in rete circa 250 milioni di metri cubi d'acqua: di questi, appena 112 milioni vengono consegnati agli utilizzatori finali, i clienti, mentre le perdite ammontano a 138 milioni di metri cubi pari al 55 per cento del totale.

 

Volumi immessi in rete (mc)

251.283.084

Volumi fatturati (mc)

112.809.386

Perdite (mc)

138.473.697

% perdite

55%

 

 

Dei 250 milioni di metri cubi d'acqua immessi in rete ben 230 milioni sono frutto del processo industriale nei potabilizzatori, vere "fabbriche dell'acqua" che hanno costi notevoli di produzione (il resto arriva da sorgenti e pozzi).  Nel 2017 Abbanoa ha speso € 7.989.948 per l'acquisto di acqua grezza da trattare, € 7.222.776 per l'acquisto dei reagenti utilizzati nelle diverse fasi trattamento ed € 2.618.711 per lo smaltimento dei fanghi di scarto del processo di lavorazione. La voce di costo più importante nel processo industriale dei potabilizzatori è l'energia elettrica con ben € 7.994.102 spesi nel 2017 per un consumo di 60.137.007 KWh.

 

 ESERCIZIO POT 2017

VOLUMI

COSTI

Unità di misura

Quantità

Acqua grezza acquistata

mc

217.870.577

7.989.948

Acqua prodotta

mc

230.019.265

 

Reagenti impiegati

Kg

22.384.447

7.222.776

Fanghi smaltiti

Kg

24.251.700

2.618.711

Energia elettrica

KWh

60.137.007

7.994.102

Costi totali

 

 

25.825.537

 

 

Proprio la quasi totale dipendenza dall'acqua prodotta dai potabilizzatori in Sardegna, con costi elevatissimi di produzione, rende ancor più strategica e determinante la lotta alle perdite. Una diminuzione del 10 per cento sul fabbisogno di risorsa idrica immessa in rete comporterebbe un risparmio di oltre 2,5 milioni di euro all'anno: risorse che possono essere reinvestite in ulteriori interventi di efficientamento oppure incidere sulla determinazione delle tariffe per il servizio idrico integrato. Minore risorsa attinta dagli invasi, minori quantità di reagenti utilizzati, di fanghi prodotti e di energia elettrica consumata hanno un altissima incidenza anche di carattere ambientale. In media per ogni kilovwattora consumato si producono 352,4 grammi di anidride carbonica (CO2).

In Sardegna, dove diversi centri fanno i conti con le restrizioni notturne nei periodi di siccità, è forte la sensibilità sia dei cittadini sia degli enti locali sulla presenza di dispersioni anche di minima entità. La lotta alle perdite assume quindi anche una forte valenza sociale. In generale i benefici attesi riguardano l'eliminazione dello spreco di acqua, la salvaguardia dell'ambiente, la continuità del servizio con evidenti riflessi sul fronte economico per il Gestore  (abbattimento dell'acqua non fatturata e quindi dei costi) a cui è legato anche l'aspetto energetico, voce principe tra i costi (abbattimento  dei consumi di energia per le attività di pompaggio). Dopo Oliena, l'esito delle attività svolte nel comune di Orosei e poi in quello di Dorgali è il medesimo: le perdite idriche sono state dimezzate.

 

  1. Reti intelligenti: la soluzione del problema

Abbanoa ha elaborato un modello che consente di procedere attraverso tre step: analisi, diagnosi e prognosi della rete. Il processo di ingegnerizzazione si svolge a partire da un'indagine sulla rete ammalorata con installazione di misuratori portatili per l'esecuzione di prove idrauliche diurne e notturne e con ispezioni mirate per la localizzazione delle perdite ("analisi" della rete). A tale fase segue la "diagnosi", ovvero la definizione delle criticità e delle cause di malfunzionamento della rete, con successivi rilasci di prescrizioni sempre più evolute e dettagliate per le soluzioni tecniche ottimali da adottare, tra le svariate combinazioni possibili, al fine di efficientare la rete dal punto di vista idraulico, energetico e gestionale ("prognosi"). Gli interventi gestionali e strutturali, tipicamente di natura speditiva, si inseriscono in questo processo sempre continuativamente e progressivamente.

Per valorizzare le migliori esperienze dalle quali trarre spunti di miglioramento dei servizi, anche in ambito idrico, Utilitalia, le federazione che riunisce oltre 500 imprese pubbliche, ha disegnato una mappa delle "best practices" tra le quali figura l'esperienza Abbanoa nella gestione attiva delle reti a Oliena, dove è stato sperimentato il prototipo di "rete intelligente" poi esteso a Orosei e Dorgali e ora in fase di estensione a 130 Comuni. La metodologia sviluppata da Abbanoa è stata considerata una buona pratica anche a livello internazionale. I risultati conseguiti nel comune di Oliena – dimezzamento delle perdite idriche – sono stati infatti citati sulla stampa britannica, in un lungo articolo pubblicato sul Telegraph, come esempio da seguire.

Dopo Oliena, l'esito delle attività svolte nel comune di Orosei e poi in quello di Dorgali è il medesimo: le perdite idriche sono state dimezzate.

 

  1. I servizi tecnici per 30 Comuni

Sulla base del "modello Oliena", Abbanoa ha espletato un'importante gara d'appalto che coinvolge inizialmente i 30 Comuni della Sardegna caratterizzati dal più alto livello di perdite idriche e le maggiori ripercussioni di servizio.

 

Comune

Percentuale di perdita

Comune

Percentuale di perdita

Cagliari

60%

La Maddalena

65%

Sassari

51%

Budoni

27%

Alghero

76%

Sestu

48%

Olbia

51%

Orosei

78%

Selargius

69%

Ozieri

64%

Porto Torres

75%

Tempio Pausania

56%

Assemini

66%

Macomer

55%

Quartu Sant'Elena

36%

Quartucciu

48%

Iglesias

56%

Muravera

56%

Siniscola

77%

Santa Teresa Gallura

52%

Bosa

79%

Sorso

47%

San Teodoro

63%

Terralba

49%

Nuoro

51%

Sarroch

65%

Oristano

51%

Cabras

54%

Arzachena

34%

Carbonia

27%

 

 

La procedura di gara appena conclusa è strutturata su tre lotti di aggiudicazione, così composti:

LOTTO A (sud Sardegna)

Comuni di: Cagliari, Selargius, Assemini, Quartu Sant'Elena, Sestu, Quartucciu, Muravera, Sarroch

LOTTO B (centro Sardegna)

Comuni di:  Iglesias, Siniscola, Bosa, San Teodoro, Nuoro, Oristano, Budoni, Orosei, Macomer, Terralba, Cabras, Carbonia

LOTTO C (nord Sardegna)

Comuni di:  Sassari, Alghero, Olbia, Porto Torres, Arzachena, La Maddalena, Ozieri, Tempio Pausania, Santa Teresa Gallura, Sorso


L'appalto, per i prossimi 14 mesi, vedrà impegnate su tutto il territorio regionale delle ditte altamente specializzate di profilo internazionale le quali, coordinate da Abbanoa, avranno il compito di conseguire un significativo risparmio idrico nelle reti di distribuzione.