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ABBANOA PRECISA

IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE LA RICHIESTA DI ABBANOA SULLA DEFINIZIONE RAPIDA

DEL CONTENZIOSO CON L'ANTITRUST

Accogliendo quanto sollecitato da Abbanoa, relativamente alla legittimità della sanzione dell'Antitrust già annullata dal Tar del Lazio, il Consiglio di Stato ha fissato l'udienza al 4 maggio 2017. Ad aver chiesto la revisione della sentenza di è primo grado è, oltre all'Autority, l'associazione dei consumatori Codici. I Giudici del Consiglio di Stato hanno invece accolto esclusivamente "l'istanza cautelare ai soli fini della sollecita definizione del merito, per il quale fissa la pubblica udienza del 4 maggio 2017". Un ottimo risultato per Abbanoa che mira a definire in tempi rapidi questo contenzioso che è già stato smontato dal Tar del Lazio. E' senza alcun fondamento, quindi, quanto affermato sul sito "Consumerismo" rispetto a un accoglimento del ricorso: nessuna sospensione della sentenza del Tar del Lazio, che rimane valida. Il Consiglio di Stato ha anche imposto all'Antitrust l'onere di verificare eventuali pratiche analoghe a quelle contestate ad Abbanoa, poste in essere sul territorio nazionale da altri operatori.

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO. "Contestazioni generiche e inattendibili", con questa motivazione i Giudici amministrativi di primo grado avevano annullato lo scorso maggio la sanzione  che l'Antitrust aveva inflitto ad Abbanoa su presunte pratiche commerciali scorrette segnalate da alcune associazioni dei consumatori. Un provvedimento che Abbanoa aveva ritenuto infondato e spropositato: per questo era stato immediatamente impugnato con un ricorso al Tribunale amministrativo di Roma.

GIUDIZIO RIBALTATO. Tutte le contestazioni sono state smontate: dalle comunicazioni delle tariffe alla verifica dei consumi fatturati passando per la gestione dei reclami. "Il provvedimento impugnato", spiegano i giudici amministrativi nella sentenza,  "contesta ad Abbanoa una serie di vizi e inefficienze nella gestione di un servizio pubblico complesso, che non possono essere qualificati come illeciti amministrativi, né tantomeno, come pratiche commerciali scorrette, trattandosi di comportamenti pienamente conformi alla regolazione del settore".

Regolari l'applicazione delle tariffe, le letture dei consumi e l'addebito del servizio di depurazione. "L'operato della società risulta imposto da specifiche disposizioni e pertanto le condotte contestate costituiscono il legittimo esercizio di facoltà previste dalla normativa di riferimento", è sempre scritto nella sentenza.

Le segnalazioni delle associazioni dei consumatori sono state esaminate e smontate tanto che anche i giudici del Tar sottolineano come "gran parte delle contestazioni dei consumatori richiamate dall'Autorità oltre a essere spesso generiche sono inattendibili". 

IGNORATO IL PARERE DELL'AEEGSI: CONDOTTA INACETTABILE. I giudici del Tar hanno sottolineato anche diversi vizi sulla procedura adottata dall'Antitrust. E' stato ignorato il parere richiesto all'Autorità per l'energia elettrica, gas e servizi idrici (Aeegsi) che confermava la correttezza dell'attività di Abbanoa. "L'Aeegsi, oltre a fornire una puntuale descrizione del contesto fattuale in cui le pratiche commerciali andavano inquadrate, ha espressamente riconosciuto la correttezza dei comportamenti adottati da Abbanoa alla luce della regolamentazione vigente".

Cagliari, 3 novembre 2016