Speciale Alghero - Commento alla tabella

L'impianto di depurazione delle acque reflue urbane di Alghero, rappresenta, tramite il riutilizzo dei reflui, una fonte strategica per l'approvvigionamento di risorse idriche non convenzionali utili per il soddisfacimento delle idroesigenze irrigue dei diversi utilizzatori finali del territorio, in particolare per l'irrigazione delle aree ricadenti nel comprensorio del Consorzio di Bonifica della Nurra.

Le acque reflue trattate nell'impianto di San Marco, depurate ai sensi del D.Lgs. 152/2006, vengono affinate per essere idonee al riutilizzo irriguo, come prescritto dalla Direttiva regionale. 

In base al loro significato i parametri analizzati possono essere suddivisi in:

  • Salinità totale: viene determinata tramite misura della Conducibilità elettrica. Acque con concentrazioni in sali elevate comportano una maggiore difficoltà per le colture di estrarre l'acqua dal terreno.
  • Concentrazione di macroelementi e di microelementi: tra i macroelementi maggiormente presenti, sodio (Na+), calcio (Ca++), magnesio (Mg++), cloruro (Cl-) e solfato (SO4-2), il sodio risulta essere il più pericoloso, in quanto può provocare nel terreno la compattazione e conseguente diminuzione della permeabilità all'aria ed all'acqua. Un effetto antagonista a quello del sodio è dato dagli altri due cationi, calcio e magnesio. Un parametro che ci permette di stabilire il rischio di compattazione del suolo è il S.A.R. (ossia il Rapporto di Assorbimento del Sodio), che rapporta la concentrazione del sodio con quella del calcio e del magnesio (più il suo valore è alto maggiore è il rischio). Un indice SAR inferiore a 10 indica un buon equilibrio tra gli ioni che permette, in caso di elevata concentrazione del sodio, di annullarne l'effetto. Il cloruro e il solfato ad elevate concentrazioni sono dei fitotossici. Tra i microelementi, il boro, presente nelle acque reflue urbane in quanto utilizzato come sbiancante nei detersivi, può essere tossico nel caso di colture poco tolleranti a tale elemento, come gli agrumi; altri microelementi come rame, ferro, manganese, etc. sono micronutrienti essenziali per il metabolismo vegetale - quindi utili alle colture - ma possono esercitare effetti tossici se in elevata concentrazione.
  • Concentrazione di macronutrienti: l'apporto al terreno con le acque reflue urbane di elementi nutrienti quali azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) risulta generalmente inferiore a quello delle abituali concimazioni, di conseguenza svolgono un ruolo integrativo nella concimazione dei terreni. Possono risultare tossici in quantità superiori ai normali fabbisogni delle singole colture.
  • Concentrazione di solidi sospesi: possono provocare l'occlusione degli erogatori di piccola luce, come ad esempio i gocciolatori, o l'imbrattamento della vegetazione nell'aspersione sopra chioma.
  • Concentrazione di sostanza organica: la quantità di sostanza organica viene determinata mediante la misura del BOD5 e del COD. L'apporto di sostanza organica nei terreni agricoli risulta positivo perché tende a migliorarne la struttura; solo nel caso di elevate concentrazioni possono esserci problemi dovuti all'esaurimento dell'ossigeno disponibile.
  • Concentrazione di microrganismi patogeni: la salubrità di un'acqua dal punto di vista igienico-sanitario viene dedotta in maniera indiretta attraverso la misura di un microrganismo indicatore quale l'Escherichia coli: l'80% dei campioni analizzati non devono superare il valore di 10 unità/100 ml e non deve essere mai superato, in tutti i campioni, il valore di 100 unità/100 ml; la Salmonella, ovviamente, dovrà essere assente in tutti i campioni analizzati.