In un contesto di crisi aggravato dagli effetti dei cambiamenti climatici, le eccellenze dell’industria idrica italiana associate a Utilitalia (che rappresenta i gestori che forniscono i servizi idrici all’80% della popolazione nazionale) fanno squadra per mettere al servizio del Paese le proprie competenze e capacità industriali. Abbanoa, Gestore unico del Servizio idrico integrato della Sardegna, è tra i primi firmatari del “Patto per l’Acqua”: un’iniziativa che punta a compiere ogni azione utile a sostegno di politiche nazionali di tutela ambientale e della risorsa, di resilienza delle reti e dei sistemi di approvvigionamento, per garantire ai cittadini universalità e qualità dei servizi offerti e gestioni all’altezza delle future sfide.
“In ambito nazionale”, spiega il presidente del Consiglio d’Amministrazione di Abbanoa, Franco Piga, “Abbanoa è tra le più importanti aziende sia in termini di fatturato sia per estensione del territorio gestito. Abbiamo aderito all’iniziativa di Utilitalia condividendone gli obiettivi che mirano a una migliore gestione del servizio idrico integrato, favorendo le aggregazioni per il superamento delle piccole gestioni in economia, rafforzando le capacità gestionali e sostenendo un approccio integrato di coordinamento con gli altri settori”.
I numeri di Abbanoa. Abbanoa è una delle più importanti realtà nel panorama nazionale delle Utility: gestisce 46 grandi acquedotti lunghi complessivamente 4.300 chilometri, 7.700 chilometri di reti idriche urbane, 360 impianti di depurazione fognaria, 6.600 chilometri di reti fognarie, 1.800 impianti di sollevamento e 46 potabilizzatori. L’ambito unico in cui opera Abbanoa corrisponde a quasi la totalità del territorio della Sardegna con circa 730mila utenze servite. Dalla sua nascita nel dicembre del 2005, l’Azienda ha costantemente aumentato il numero dei Comuni gestiti che sono passati da circa 250 agli attuali 347 (su un totale di 377 Comuni della Sardegna) con l’ultimo ingresso di Capoterra. Ci sono poi ulteriori 12 Comuni con gestioni autonome, ma riforniti da Abbanoa a bocca di serbatoio per quanto riguarda la risorsa idrica.
I partner nazionali. Assieme ad Abbanoa, le prime imprese ad aver siglato il “Patto per l’Acqua” sono: A2A, Acda, Acinque, Acqua Campania, Acqua Novara VCO, Acque di Caltanissetta, Acquedotto Lucano, Acquedotto Pugliese, Aida Ambiente, Aimag, Amag, Amap, Amir SpA, Ascopiave, Cafc SpA, Calso SpA, Cogesi, Consac gestioni idriche SpA, CVA, Eco Center, EmiliAmbiente, Gran Sasso Acqua, Gruppo Acos, Gruppo Cap, Hera, Iren, MM, Montagna 2000, Nuove Acque, Publiacqua, Rdr SpA, Romagna Acque, Savl, Sicilia Acque, Smat, Sorical, Suez, Gruppo Tea, Talete SpA, Valle Umbra Servizi, Viva Servizi e Viveracqua.
“Le aziende che hanno operato e reso possibile la crescita del comparto in questi anni - spiega il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini - si impegnano a fare un passo avanti per garantire investimenti adeguati alle sfide del climate change e chiedono al Governo di accompagnare questo percorso, fondamentale affinché anche i territori senza gestore integrato possano crescere”.
A livello nazionale, dal 2012 ad oggi gli investimenti nel settore sono aumentati del 227%, raggiungendo i 4 miliardi annui e i 56 euro medi per abitante. Ma il gap con la media europea di 82 euro annui per abitante (che sale fino a 100 euro nel Paesi più virtuosi) resta ampio, soprattutto nei territori nei quali non operano soggetti industriali: nelle gestioni comunali in economia, che interessano ancora 1.519 Comuni e 8 milioni di cittadini, si continuano a investire mediamente solo 8 euro l’anno.
Gli obiettivi del Patto. In questo quadro, Utilitalia e le aziende associate evidenziano che, per poter dispiegare la piena efficacia del Patto, all’impegno delle imprese vanno affiancate quattro azioni di riforma tese alla riduzione della frammentazione, all’introduzione di parametri di verifica gestionale, al consolidamento industriale del settore e a un approccio integrato tra i diversi usi dell’acqua.
SUPERARE LE GESTIONI IN ECONOMIA
- Completare l’immediato trasferimento delle funzioni alle Regioni e garantire il mantenimento delle stesse per tutta la durata dell’affidamento.
- Le Imprese si impegnano a intervenire a supporto dei territori ancora non gestiti a livello industriale.
RAFFORZARE LE CAPACITÀ GESTIONALI
- Introdurre un chiaro processo di verifica periodica della qualità e dell’efficienza della gestione e della capacità di finanziamento e di realizzazione degli interventi, sulla base dei parametri ARERA.
- Le Imprese si impegnano a mettere le proprie competenze a disposizione di enti e gestori per garantire ai cittadini servizi di qualità.
FAVORIRE LE AGGREGAZIONI
- Facilitare i processi di aggregazione tra aziende mettendo al centro la gestione ottimale della risorsa idrica.
- Le imprese si impegnano a consolidare le capacità industriali e gestionali per elevare il complessivo livello di investimenti e di qualità del servizio.
SOSTENERE UN APPROCCIO INTEGRATO
- Abilitare la gestione industriale delle Imprese del SII, in coordinamento con gli altri settori, fino alle infrastrutture a servizio dei diversi usi della risorsa, da quello agricolo a quello dell’industria.
- Le Imprese si impegnano a realizzare e rafforzare le infrastrutture necessarie al riuso delle acque, alla gestione sostenibile delle acque meteoriche, al recupero di energia e di materia, al drenaggio urbano e agli invasi ad uso plurimo.