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BILANCIO 2025 E RESTITUZIONE DEGLI AIUTI DI STATO: VIA LIBERA DELL'ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI

Giovedì 23 aprile 2026. Delibere approvate quasi all’unanimità (oltre il 99% di favorevoli e nessuno contrario) e con un’altissima partecipazione (oltre il 90% del capitale sociale presente)

Data: Giovedì, 23 Aprile 2026

Immagine: PXL_20260423_072512128.TS-000.MP

Con la partecipazione di oltre il 90 per cento del capitale sociale (342 Comuni soci e la Regione) giovedì 23 aprile 2026 l’assemblea degli Azionisti di Abbanoa ha approvato quasi all’unanimità (oltre il 99% dei voti favorevoli e nessun voto contrario) non solo il bilancio del 2025, ma soprattutto l’operazione di restituzione dell’aiuto di Stato che consentirà la prosecuzione della gestione pubblica del servizio idrico integrato della Sardegna evitando di procedere con una gara internazionale aperta anche a operatori privati. Le proposte del Consiglio d’Amministrazione, guidato dal presidente Giuseppe Sardu e dai consiglieri Anna Maria Busia e Cristiano Camilleri, hanno ottenuto dagli azionisti un ampissimo consenso sia per quanto effettuato fin oggi sia per le programmi per il futuro. “È stata un’assemblea molto importante e decisiva per il futuro di Abbanoa”, commenta il presidente del CdA Giuseppe Sardu. “Abbiamo approvato un bilancio 2025 che chiude in maniera molto positiva con utili che saranno reinvestiti nel servizio, ma soprattutto effettuato il passaggio decisivo per la restituzione degli aiuti di Stato: una restituzione dovuta che consentirà ad Abbanoa di superare quegli obblighi che rischiavano di portare il servizio idrico della Sardegna verso una gara per l’affidamento a terzi. Al contrario, invece, ora si riporta nelle mani dei Comuni il controllo di questa importante azienda pubblica”.

Il bilancio. Per la parte ordinaria, il bilancio del 2025 (approvato con il 99,74% dei voti favorevoli, lo 0,26% astenuti e nessun contrario) di chiude con un risultato d’esercizio positivo per 3,41 milioni di euro e un patrimonio netto di 343,7 milioni di euro. Lo scorso anno ha segnato anche un record assoluto con gli investimenti in efficientamento delle infrastrutture che hanno raggiunto quota 136,3 milioni di euro. Per il periodo regolatorio in corso (2024-2029) sono stati pianificati complessivamente 723 interventi per un valore di oltre un miliardo di euro: il 51,4% con fondi da tariffa (i proventi delle bollette) e il 48,6% da finanziamenti pubblici.

La restituzione degli aiuti di stato. Per la parte straordinaria l’assemblea degli azionisti ha approvato (99,68% favorevoli, 0,32 astenuti e nessun contrario) diversi punti all’ordine del giorno che compongono l’operazione di restituzione dell’aiuto di Stato concesso, tramite la Regione Autonoma della Sardegna (RAS), nel 2012 per l’allora salvataggio della società. Con l’approvazione di questi punti si mantiene in essere la concessione di affidamento del Servizio idrico ad Abbanoa, confermando la gestione pubblica. Non ci saranno ricadute sui Comuni che, al contrario, avranno un peso molto maggiore nell’azionariato di Abbanoa. Non ci saranno nemmeno ricadute sulle tariffe e tantomeno tagli sugli investimenti. Tutta l’operazione viene effettuata con fondi che Abbanoa ha accantonato nei propri conti.

La vicenda. Nel 2011 era stato notificato alla Commissione europea un prestito a favore di Abbanoa, poi approvato nel 2012, a condizione dell’attuazione di un piano di ristrutturazione che prevedeva una ricapitalizzazione per 187 milioni di euro, interamente stanziati dalla RAS attraverso leggi regionali e successive delibere. L’approvazione era subordinata, tra l’altro, alla riduzione della durata della concessione di Abbanoa al 31 dicembre 2025 e all’obbligo di procedere con una gara internazionale aperta ai privati per l’affidamento del servizio idrico integrato a partire dal 1° gennaio 2026. Condizioni che i soci di Abbanoa hanno deciso di superare per consentire il proseguo della gestione pubblica “In House” del Servizio idrico integrato della Sardegna ed evitare la gara internazionale.

La restituzione. Poiché il termine del 31 dicembre 2025 è trascorso senza il pieno adempimento delle condizioni poste da Bruxelles, la Regione Sardegna, in data 3 marzo 2026, ha avviato il procedimento di (auto)recupero dell’aiuto di Stato indicando ad Abbanoa la restituzione delle somme entro quattro mesi (fine luglio 2026). In pratica il Gestore, che oggi ha una situazione economica notevolmente solida con un patrimonio netto di 343,7 milioni di euro e incassi pari a oltre 1 milione di euro al giorno, restituisce alla Regione il prestito da 187 milioni di euro più interessi e si ritorna alle condizioni originarie senza l’obbligo della gara internazionale aperta ai privati.

La procedura. Per dare attuazione a tale restituzione salvaguardando al contempo l’equilibrio patrimoniale della società e degli enti soci, Abbanoa ha definito un’operazione straordinaria che prevede: la creazione di una speciale categoria di azioni privilegiate e auto‑estinguibili (“Azioni A”), assegnate alla Regione Sardegna e strettamente collegate alla restituzione dell’aiuto, una riduzione volontaria del capitale sociale per un importo corrispondente alla quota capitale dell’aiuto, con rimborso dei relativi conferimenti alla RAS, e la contestuale riduzione delle “Altre Riserve” distribuibili per un importo pari agli interessi maturati. L’operazione è pienamente coerente con l’indirizzo deliberato dall’assemblea dei soci del 12 dicembre 2025. L’importo complessivo è di circa 230 milioni di euro che corrispondono ai 187 milioni di euro dell’aiuto di Stato più gli interessi maturati fino alla data della restituzione.

Comuni tutelati. Per i Comuni soci l’operazione non comporta alcun esborso finanziario né modifiche nelle partecipazioni dirette. Quota della Regione Sardegna nel capitale di Abbanoa sarà ridotta sotto al 20%, con un conseguente incremento proporzionale della partecipazione dei soci Comuni, senza impatti sulle tariffe per gli utenti, come confermato da EGAS e dagli advisor indipendenti.

I rischi della mancata approvazione. In caso di mancata approvazione da parte dell’assemblea dei soci, la società sarebbe stata comunque tenuta a restituire l’aiuto di Stato alla Regione, con un impatto diretto sul conto economico 2026 e una perdita patrimoniale che graverebbe su tutti i soci, inclusi i Comuni, in proporzione alle rispettive quote. Il via libera dell’assemblea di oggi scongiura questi rischi.

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Ultimo aggiornamento:Lunedì, 27 Aprile 2026