Negli ultimi giorni sono apparse in rete ricostruzioni e presunte indiscrezioni palesemente infondate, imprecise e inesatte relativamente alla gestione della liquidità di Abbanoa.
L’Azienda precisa pertanto quanto segue:
La liquidità in possesso di Abbanoa ha raggiunto prima dell’insediamento dell’attuale CdA livelli decisamente notevoli ed atipici in una società idrica per oltre 300 milioni di euro. Tale liquidità era gestita da Abbanoa con diversi conti correnti con distinti istituti di credito.
L’attuale Consiglio d’Amministrazione ha istituito il 30 luglio dell’anno scorso un Comitato di gestione patrimoniale, con il compito di valorizzare le disponibilità liquide dell’Azienda. In pratica, in base alle necessità, i soldi vengono destinati in un conto o in un altro con l’unico obiettivo di garantire il miglior rendimento. Il giorno seguente, il 31 luglio, la delibera del CdA è stata come sempre inviata alla Commissione per il Controllo analogo che non ha espresso nessuna osservazione in merito. Un rendiconto sui risultati di questa gestione della liquidità è peraltro riportato anche nell’ultimo bilancio approvato lo scorso 23 aprile, ugualmente senza alcuna osservazione in merito.
Il Comitato svolge delle indagini periodiche sulle condizioni di mercato di maggiore convenienza. Si tratta di rapporti che per loro natura sono di tipo dinamico.
Tale livello di liquidità è destinato nelle prossime settimane a ridursi notevolmente. Nell’ultima assemblea degli Azionisti è stato, infatti, definitivamente approvato anche il percorso di restituzione dell’aiuto di stato che comporterà il mese prossimo la restituzione alla Regione di circa 240 milioni di euro. Proprio in vista di questa restituzione il Comitato aveva deciso di concentrare, per un tempo limitato, queste risorse in un conto che offrisse il migliore rendimento, con investimenti a bassissimo rischio (tipicamente titoli di Stato e obbligazioni), e allo stesso tempo garantisse l’immediata disponibilità della liquidità al momento del rimborso.
L’Azienda sottolinea infine due aspetti fondamentali:
1. Il rapporto con gli istituti di credito è diretto, in nessuna operazione ci sono stati intermediari né vi era ragione che ci fossero.
2. Le attività finanziarie in questione, così come le giacenze, per loro natura non rientrano tra quelle disciplinate dal codice dei contratti pubblici e non richiedono pertanto una gara pubblica (art. 56, lettere “i” ed “l” del codice): a maggior ragione nei settori speciali, in cui opera la Società, e che sono caratterizzati da una disciplina ulteriormente derogatoria, contenuta nella Direttiva dell’Unione Europea 2014/25/UE (art.21).
Questo è valso per tutte le giacenze e per tutti i conti correnti aperti anche in passato. Tale esclusione trova la propria ratio nella natura peculiare del mercato finanziario, dove le condizioni sono determinate principalmente dal rating di affidabilità dell'istituto bancario e dalla dinamicità delle condizioni di mercato. In ogni caso, la Società tramite il Comitato ha sempre svolto una consultazione con alcune delle banche con cui lavora, allo scopo di svolgere una comparazione mirata a individuare le condizioni di volta in volta migliori.